[Promotori] [Newsletter] 1.005 firme da Pistoia, che danno continuità ad una lunga storia per "Un futuro senza atomiche".

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Gio 13 Mar 2008 07:20:55 CET


Newsletter speciale: in arrivo dal Comitato di Pistoia.
Sarebbe bello riceverne da tutti quanti, per poterle poi condividere con tutte/i.

Campagna "Un futuro senza atomiche"
http://www.unfuturosenzatomiche.org

Carissimi/e, in provincia di Pistoia è stato dato un bel contributo alla Legge d'iniziativa popolare per "Un futuro senza atomiche": sono state raccolte 1.005 firme(autenticate) grazie all'impegno di:

Circoli Arci di: Barile, "Garibaldi", "L. Bugiani", Forrottoli, "Ho Chi Minh" di Porta al Borgo, Serravalle Paese, Cozzile, Ponte alle Tavole, Villa di Cireglio, Rinascita di San Piero Agliana, Cecina di Larciano, San Baronto, Cantagrillo, Ponzano, Piteccio, Bonelle, Quarrata, Olmi, Pontenuovo,  Iano, Piazza, Capostrada(grazie ad alcuni giovani della Coop "Don Chischiotte" che gestisce il Bar).
Inoltre, l'Arci, ha raccolto alcune decine di firme anche tramite un banchetto alla "Zucca Barucca" (per iniziativa di Federico Tasselli e Alfredo Taddei).

Circolo Parrocchiale "Oscar Romero"(Santomato), grazie all'impegno di Alessandra.

Da segnalare anche l'impegno personale di: Luisa Soldati(Vice Sindaco di San Marcello), Marcello Magrini(Presidente Arci provinciale di Pistoia), Massimiliano Sforzi, Sergio Frosini, Alessandro Fagni, Omero Nardini(Direttore Biblioteca di Buggiano), Rossella Pappalardo(Sindaco di Uzzano) e un Gruppo Giovani di Uzzano, Marco Beneforti (alcune firme sono state raccolte anche a Pescia, grazie ad alcuni giovani e altri di cui non sono a conoscenza).

Inoltre, è doveroso ringraziare anche chi ha autenticato le firme: Giovanni Sarteschi(ne ha autenticate moltissime) e Valerio Bonfanti(Consiglieri Provinciali), Luisa Soldati(Vice Sindaco di San Marcello), Giovanni Capecchi, Andrea Fusari, Marco Vettori(Consiglieri Comunali di Pistoia), Marzia Dolfi(Assessore a Massa e Cozzile), Alessandro Fagni(Consigliere Comunale di Larciano), Vincenzo Mauro(Assessore di Quarrata).

Tra le 1.005 firme raccolte sono da segnalare (non perchè più importanti delle altre, ma per il ruolo pubblico che svolgono), quelle di Rossella Pappalardo(Sindaco di Uzzano), Carla Strufaldi(Sindaco di San Marcello P.se, dove hanno firmato anche alcuni Assessori), Roberta Beneforti(Sindaco di Larciano), Paolo Magnanensi (Sindaco di Agliana, dove hanno firmato anche diversi Assessori).

Probabilmente, nel fare questi ringraziamenti (oltre ai nomi delle persone che si sono impegnate a raccogliere le firme nei Circoli Arci... che non cito, perchè - pur conoscendone alcuni - non potrei fare l'elenco della maggior parte), mi sono dimenticato di qualcuno.... e di questo mi dispiace e mi scuso.

Grazie a tutti/e.
Giuliano Ciampolini
P.S. - In allegato una foto di un pannello ad una Festa de l'Unità a Pistoia(penso sia del 1958): dimostra che l'impegno e la lotta democratica contro le armi atomiche e per la pace... ha radici lontane.
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01 febbraio 2008 www.aprileonline.info 
Un futuro senza atomiche
Lisa Clark, Coordinamento della Campagna "Un futuro senza atomiche", membro del Consiglio Globale di Abolition 2000 
Francesco Martone, Senatore, membro del Consiglio internazionale della Rete Parlamentari per il disarmo nucleare (PNND) 

Il Guardian ha dato la notizia che alcuni generali e capi di stato maggiore in pensione di cinque paesi Nato avrebbero stilato un documento in cui si fa riferimento alla necessità di attuare la dottrina del "primo colpo" nucleare preventivo, che dunque riguarderebbe anche l'Italia. 
Per questo la campagna "Un futuro senza atomiche" è importante

Qualche giorno fa il Guardian ha pubblicato i dettagli di un documento messo a punto da un gruppo di generali e capi di stato maggiore in pensione di cinque paesi della NATO nel quale si propone che l'Alleanza integri nelle sue strategie militari la dottrina del "primo colpo" nucleare preventivo. 
Di fronte a minacce nuove, globali, asimmetriche, ed al rischio che paesi canaglia o gruppi terroristici possano impossessarsi di armamenti nucleari, si dice, la NATO (ovvero i paesi che ne fanno parte, Italia inclusa) dovrebbe impegnarsi a contemplare la possibilità di colpire per prima con l'arma atomica. 
Già nel 2002 all'indomani della revisione della politica d'uso dell'arma atomica da parte del Pentagono (Nuclear Posture Review) si tentò di integrarne gli aspetti salienti - quali il "first strike"- nella dottrina NATO. 
Oggi, anche in risposta agli appelli al disarmo nucleare che provengono da personalità bipartisan della storia politica e diplomatica statunitense, e dallo stesso Gordon Brown, l'establishment atomico-militare si sente forse in difficoltà e tenta il colpo grosso. 
L'occasione è ghiotta: la NATO, in grande difficoltà in Afghanistan e non solo, è in procinto di rivedere il proprio concetto strategico, e ridefinire la sua "mission" come agenzia globale per la sicurezza. 
Contemporaneamente si sta lavorando alla preparazione della Conferenza per la revisione del Trattato di Nonproliferazione, già fortemente indebolito dalla pretesa statunitense di privilegiarne l'aspetto di non-proliferazione rispetto a quello relativo al disarmo. 
Le avvisaglie di questa "offensiva" erano evidenti già a Reykjavik, nello scorso ottobre, quando nel corso della Sessione Annuale dell'Assemblea Parlamentare della NATO un alto funzionario e consulente politico della NATO annunciò l'inizio della seconda era nucleare, la morte del Trattato di Nonproliferazione e l'urgenza di riscoprire - contro la minaccia iraniana- la centralità della deterrenza nucleare e delle armi nucleari tattiche in Europa. Proprio quelle stazionate anche a Ghedi ed Aviano grazie all'accordo di Nuclear Sharing che lega il nostro paese agli Stati Uniti. 
Quelle bombe obsolete, finora considerate più che altro un simbolo, un "token" della fedeltà transatlantica, rischiano di trasformarsi in un nuovo strumento di deterrenza nucleare, post-guerra fredda. 
Già, perché a differenza di allora, un eventuale "first strike" potrebbe essere sferrato anche contro paesi non dotati di armi nucleari, con ciò di fatto accelerando la corsa all'arma estrema. 
Di fronte a questi preoccupanti sviluppi vanno registrate le proposte di disarmo avanzate dal governo tedesco e quello norvegese, le dichiarazioni di Gordon Brown sul disarmo nucleare e quelle di Massimo D'Alema, il rafforzamento del fronte disarmista su scala globale. 
Per queste ragioni la campagna "Un futuro senza atomiche" acquisisce oggi maggior rilevanza politica. Non si tratta solo di firmare per liberare il nostro paese da quelle bombe, facendone un Stato libero da armi nucleari, confinante con l'Austria che ha già operato una simile scelta. Si tratta di veicolare un messaggio chiaro anche agli alleati europei della NATO, ed agli Stati Uniti, di chiedere a gran voce una netta inversione di rotta, per fare del disarmo nucleare la chiave di volta di una nuova politica globale responsabile e di pace.
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