[AzioneDisarmoNucleare] L'Italia è una potenza nucleare latente

alfonsonavarra a virgilio.it alfonsonavarra a virgilio.it
Gio 22 Apr 2010 01:52:28 CEST


DA TRINO VERCELLESE IN PREPARAZIONE DELL'ASSEMBLEA ANTINUCLEARE DELL'8 MAGGIO

alla c.a. di Alfonso Navarra

Per quanto riguarda la giornata di sabato 8 maggio, abbiamo pensato di avere una scaletta con questi punti (non è definitiva, la stiamo ancora discutendo):
 
---La situazione attuale e il Decreto del Governo
---Un punto sulla situazione attuale a livello europeo sulle centrali,le loro ricadute come eredità scorie e i costi.
    
Concludendo con il reale fabbisogno dell'Italia
Fatti questi punti sarà data la parola agli interventi,con una tua introduzione sulla questione nucleare militare/civile.
La giornata inizierà alle 14,vorremmo che sia sopratutto un momento in cui le varie realtà possano incontrarsi per poter definire un calendario di iniziative.

Che intervento pensavi di fare?

 


Che intervento pensavo di fare?



Alla luce dei tre livelli in cui si attua il rapporto tra nucleare civile e nucleare militare:

1- il livello scientifico-tecnologico-materiale (la quasi identità combustibile-esplosivo espressa dal concetto di materiale fissile)

2 - il livello industriale-economico (il modello di business e di sviluppo di cui è coronamento il MIEC - complesso militare-industriale-energetico: come, mediante il ciclo produttivo dell'atomo, viene perseguita la finalità del profitto) 

3- il livello politico-strategico (la finalizzazione alle esigenze di potenza dello "Stato atomico", componente dominante di un sistema di relazioni internazionali il cui mezzo fondamentale, nella logica dell'amico-nemico, è la minaccia e l'uso del massimo della forza distruttiva)

il mio intervento porrebbe la domanda: lo Stato italiano è una potenza nucleare latente?

Per potenza nucleare latente (o virtuale) si intende uno Stato che abbia acquisito una "capacità nucleare": la tecnologia, le risorse (a cominciare dal materiale fissile), l'organizzazione per farsi la Bomba senza materialmente averla assemblata.

(Il concetto nucleare di potenza nucleare latente consente, ad esempio, di comprendere l'espressione "soluzione giapponese per l'Iran". Il Giappone, infatti, a detta, tra gli altri, del capo neocon Wolfowitz, è una grande potenza nucleare, in grado di assemblare 4.000 testate in un amen e con la tecnologia missilistica per colpire qualsiasi bersaglio).

Attualmente non ho dato una risposta definitiva a questa domanda cruciale, ma ritengo che esistano sufficienti elementi per i quali essa può essere posta con fondata plausibilità.

Mi sforzerò di esporre questi elementi, con particolare riferimento alla situazione piemontese (citando ad es. l'impianto Eurex di Saluggia - oggi per quello che mi risulta non attivo - che proprio Legambiente del vercellese addita come nascostamente collegato ad esigenze militari: e se lo dice lei...)

Nella più riduttiva delle ipotesi, si tratterebbe del coinvolgimento dell'oligarchia italiana nel progetto fantasmatico di una "atomica europea" (che ha anche avuto declinazioni ufficiali).

A livello globale, mi sembra indiscutibile che il rilancio del nucleare sia trainato dalle esigenze militari (considerate nell'intrecco dei tre livelli che ho esposto).

A livello italiano, queste esigenze "endogene" non giocano direttamente un ruolo preminente, gioca più il riflesso della spinta internazionale; ma non le escluderei del tutto.

Capire la vera natura e forza dell'avversario è importante per rispondere adeguatamente ed evitare - per quanto possibile - che un movimento confuso e disorientato parta tardi e che - una volta partito - finisca strumentalizzato, per i suoi limiti di consapevolezza, da "oppositori ambigui" che finiscono poi per trattare le "compensazioni".

Un movimento subalterno alla mitologia dell'avversario (che propone il nucleare come semplice scelta economica-energetica- ambientale) insomma si tradurrebbe inevitabilmente in lotte locali scollegate e guidate, territorio per territorio, da dieci-cento Achille Variati...

Sarebbe, alla fine della fiera, un movimento sconfitto in partenza: il massimo risultato ottenibile sarebbe fare costruire una centrale più in la invece che qua...A sentirci presto


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